venerdì 11 maggio 2018

ORIGINI DEL TATUAGGIO

Il tatuaggio ha origini antichissime; origini di oltre 5000 anni.

La testimonianza più antica giunge dal ritrovamento di un corpo congelato e perfettamente conservato risalente a un'epoca compresa tra il 3300 e il 3110 a.C., che presenta in varie parti del corpo ben 61 tatuaggi. Il corpo ritrovato sulle alpi Otzalet, è stato soprannominato Otzi. I tatuaggi dell'uomo di Similaun consistono in semplici punti, linee e crocchette in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra. Questo porta a pensare che questi tatuaggi consistenti in piccole incisioni sulla pelle ricoperte poi di carbone vegetale fossero praticati a scopo terapeutico.




In diverse popolazioni e con diverse valenze, scopriamo sorta di tatuaggi sia sui corpi maschili che femminili. 


Sulle pitture funerarie dell'antico Egitto vengono ritratti tatuaggi sui corpi delle danzatrici mentre vengono rinvenuti tatuaggi su mummie femminili datate circa 2000 a.C.





I Celti solevano tracciare sulla propria pelle i simboli delle divinità animali che adoravano, in segno di devozione. Al contrario presso gli antichi romani, che credevano nella purezza del corpo umano, il tatuaggio era utilizzato per marchiare criminali e condannati; finché, in seguito alle battaglie con i britannici, che esibivano tatuaggi come segno di onore, forza e ferocia, alcuni soldati romani cominciarono a tatuarsi sulla pelle marchi distintivi.
Il tatuaggio trovò spazio anche tra i cristiani che esibivano la propria fede tatuandosi in fronte la croce di Cristo, mentre i crociati portavano sul corpo la croce di Gerusalemme, affinché, in caso di morte sul campo di battaglia, il soldato potesse ricevere adeguata sepoltura secondo il rito cristiano.


Nei primi anni del 1700 i marinai europei sbarcano sulle Isole del Centro e Sud Pacifico, e vengono a contatto con le popolazioni indigene di questi luoghi, dove il tatuaggio aveva un'importante valenza culturale e diversi significati.

Samoa veniva eseguito un tatuaggio su tutto il corpo che richiedeva 5 giorni di sopportazione al dolore chiamato "pe'a". Era una prova di coraggio e forza interiore e
chi riusciva nell'impresa veniva onorato con una grande festa. 
Gli hawaiani si tatuavano 3 punti sulla lingua quando erano sofferenti, mentre gli indigeni in Borneo, solevano tatuarsi sul palmo delle mani un occhio, che li avrebbe guidati nel passaggio nell'aldilà.
Ma è solo nel 1769 che viene coniata la parola tatuaggio. Il capitano inglese James Cook, approdato a Tahiti, osserva gli abitanti utilizzare una conchiglia affilata attaccata ad un bastoncino per tatuare la pelle e trascrive per la prima volta la parola Tattow, tramutata poi in Tattoo e derivante dall'onomatopea tau-tau che ricordava il rumore dell'ago per bucare la pelle.
In Nuova Zelanda i Maori disegnavano tatuaggi facciali personalizzati denominati "moko". I "moko" sono utilizzati ancora oggi per identificare una certa famiglia o per simboleggiare le conquiste ottenute nell'arco della vita.
In Giappone il tatuaggio era praticato sin dal 5° secolo avanti Cristo ed è curioso sapere che i bellissimi tatuaggi ornamentali che tanto spopolano ai giorni nostri, sono frutto della  proibizione, alla popolazione di basso rango, di indossare Kimoni decorati che di conseguenza iniziò a coprirsi il corpo di enormi tatuaggi, da tenere rigorosamente nascosti sotto gli abiti. Quando nel 1870 il governo Giapponese dichiarò illegale la pratica del tatuaggio, la Yakuza, la mafia giapponese, adottò la pratica del tatuaggio su tutto il corpo con disegni molto elaborati che rappresentavano conflitti irrisolti o simboli di forza, coraggio e perseveranza.
Thomas Edison inventa nel 1876 una penna elettrica che gli permetteva di duplicare documenti. Nel 1891 il newyorkese Samuel O'Reilly scoprì che con le opportune modifiche si poteva utilizzare questa penna per introdurre inchiostro sotto pelle. A differenza delle macchiette moderne questa utilizzava un movimento rotatorio. A distanza di 20 giorni dal brevetto di O'Reilly in Inghilterra vanne brevettata da Thomas Riley la prima macchina per tatuaggi a elettromagneti.

penna elettrica di Thomas Edison


disegno macchinetta per tatuaggio di Samuel O'Reilly

Nel corso dei secoli i tatuaggi hanno assunto diverse valenze da simboli di bellezza a simboli denigratori, da attrazioni circensi nei circhi americani a marchi di minoranze etniche, marinai, reduci di guerra, malavitosi o carcerati, a simbolo di ribellione nei movimenti punk o bikers negli anni 70 e 80.



Intrappolato per anni in una coltre di pregiudizi oggi il tatuaggio vede la rinascita diventando sinonimo di valori antichi e profondi.






 

 

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